La musica, la didattica, la passione, l’importanza dell’allievo in quanto tale. Intervista al Maestro Giuseppino Principe.

Avviato alla musica dal padre musicista (clarinettista), nel 1976 a soli 11 anni riceve il suo primo Diploma: “Corso di Orientamento Musicale” (corso triennale istituito dal Ministero della Pubblica Istruzione), a 14 anni è ammesso col massimo dei voti, al Conservatorio di Musica D. Cimarosa di Avellino, dove intraprende lo studio del Pianoforte diplomandosi brillantemente nel 1990. Dal 1990 al 1992 è tirocinante presso lo stesso Conservatorio conseguendone l’Attestato del biennio, contemporaneamente porta a termine gli studi del corso di Composizione  diplomandosi nel 1993.Nel 1994 è ammesso al Corso di Alto Perfezionamento ed Interpretazione Pianistica presso l’Accademia Internazionale di Musica “W. Kandinsky” della quale oggi è presidente. Oggi siamo con il Maestro Giuseppino Principe

Il Maestro Giuseppino Principe

Ci dica quale è l’importanza della musica. Perchè è importante studiare musica nella vita, anche se non per fini professionali?

La musica ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo. L’aspetto formativo era ben chiaro già alla Civiltà Greca (la prima ad intendere la musica come forma d’arte); essi infatti ritenevano che la musica avesse fondamento etico e quindi capace di influire sulla volontà e le azioni degli uomini, fondamentale perciò per l’educazione e la formazione dei giovani. I Greci in pratica avevano ben capito quanto la musica avesse effetto sull’animo umano tanto che Platone, nella “Repubblica“, affermava: “…tra le arti la musica ha un ruolo preminente…deve formare armoniosamente la personalità dei futuri cittadini temperandone le passioni”. La musica è nutrimento della mente e dello spirito ed è con grande rammarico evidenziare che l’aspetto “formativo” della musica nella scuola italiana è totalmente ignorato.

Il Maestro Riccardo Muti sostiene la necessità di insegnare la Storia della Musica nelle scuole italiane anziché “far suonare strumentini”. Cosa ne pensa di questa affermazione?

La conoscenza della storia della musica è (come la storia in genere) fondamentale: un viaggio nel tempo, dalle sue “origini” ad oggi. Solo attraverso tale conoscenza puoi comprendere come si è evoluta e la sua straordinaria importanza nella vita dell’essere umano. Non esiste popolo che ne abbia ignorato l’esistenza. L’utilizzo degli “strumentini” in alcuni casi rischia di creare danni, di dare una visione della musica distorta, specialmente quando questi vengono usati come diversivo, una sorta di ripiego, giusto per fare qualcosa. Concordo quindi con il Maestro Muti che già in più occasioni ha denunciato lo stato di degrado dell’educazione musicale nella nostra amata Italia e l’indifferenza dei nostri governanti nei confronti dell’arte musicale in genere. In una intervista dove denunciava appunto l’indifferenza dei nostri politici, affermò: “tra Muti e sordi non ci intendiamo“.

Ci parli della sua Accademia; ha visto nomi importanti nella sua storia, da Massimo Quarta a Sergio Escobar, da Laura De Fusco a Boris Petrushansky, Angelo Gilardino e tanti altri. Che cosa rappresenta l’Accademia di Musica W. Kandinsky?

La presenza di Musicisti di levatura internazionale nella nostra Accademia ha fatto si che quest’ultima  diventasse nel tempo un punto di riferimento a livello nazionale -e non solo- per  l’Alta  Formazione musicale. Gli allievi presenti ai corsi provengono infatti da tutta Italia (Milano, Come, Bergamo, Lecco, Firenze, Roma, Latina, Napoli, Bari, Foggia, Reggio Calabria, Palermo, Sassari ecc…) Oltre all’ alta formazione l’Accademia si è imposta anche per la Didattica di “base” curando sia l’aspetto formativo che professionale; sempre più allievi sono presenti in Concorsi nazionali ed internazionali, in Rassegne Concertistiche, in Teatri ecc… Un altro punto di forza dell’Accademia sono le Produzioni Musicali.

Il Maestro Giuseppino Principe

 Cosa comporta essere Presidente di un’accademia di musica?

Sicuramente le responsabilità sono tante, molte sono le notti insonne; va anche detto però che le soddisfazioni sono proporzionate. Il mio rapporto con l’Accademia Kandinsky è iniziato negli anni novanta, come allievo al Corso di Alto Perfezionamento di Pianoforte. Qualche anno dopo (1997) fui chiamato in qualità di supplente di pianoforte e solfeggio per poi diventare responsabile del Corso di Alto Perfezionamento Pianistico. Successivamente (nel 2000) mi viene data la Direzione Artistica delle Rassegne Concertistiche per poi arrivare alla Presidenza nel 2008. Che dire? Sono orgoglioso!

Si parla di un rapporto speciale maestro – allievi e dell’obiettivo di valorizzare gli stessi. quanto è vero?

L’allievo -in quanto persona- è unico e irripetibile! Partendo da questo principio il rapporto maestro-allievo diventa personale, non da “catena di montaggio”! La conoscenza dell’allievo permette, da un punto di vista didattico, di elaborare un programma “personale” e di raggiungere molto più facilmente l’obiettivo.  I risultati raggiunti sono straordinari, in particolare per quegli allievi che la musica la studiano solo per passione; non è un caso infatti che molti di loro fanno regolarmente Concerti di alto livello pur non essendo professionisti. L’Accademia inoltre riserva ben due Rassegne Concertistiche agli allievi ( “I Concerti di Primavera” e gli “Incontri con l’Accademia”) allo scopo di evidenziare i risultati raggiunti e quindi a gratificare gli stessi esecutori. La figura del Maestro inoltre non deve essere semplicemente quella del “dispensatore” di nozioni, di regole ecc… ma deve andare oltre; deve essere un punto di riferimento, un punto d’arrivo,  un esempio sia da un punto professionale che umano. Il maestro dovrà “imporre” la propria “autorità” non alzando la voce ma, dimostrando quanto vale professionalmente e umanamente con determinazione ed umiltà! Da qui, il rapporto speciale maestro-allievo.

Per concludere…faccia un augurio ai suoi allievi.

Di realizzare tutto quanto desiderano.

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