L’Avvocato del Tavolo. Intervista a Fabio Scotto Di Vetta.

Quando pronunciamo questo nome facciamo sicuramente riferimento ad uno di quei candidati di Masterchef Italia che ha fatto più rumore, vuoi per il talento mostrato vuoi per il coinvolgimento e l’entusiasmo che ha saputo suscitare in milioni di telespettatori ed è per questo che non abbiamo resistito alla voglia di intervistarlo.. Fabio Scotto Di Vetta incontra Bea Blog 24.

Partiamo dal principio: chi è Fabio?

Fabio è un avvocato, con la passione per la cucina, marito e padre di 2 magnifiche ragazze. Ho davvero faticato tanto per diventare quello che sono oggi ma guardando la mia vita, sono estremamente soddisfatto di quello che ho costruito.

Da dove nasce la passione per la cucina?

Cucinare mi è sempre piaciuto. Sin da bambino, aiutavo mia madre in cucina. Poi ho vissuto da solo in Spagna per un paio di anni ed ho fatto di necessità virtù. Ho avuto la fortuna di sposare una donna magnifica che ha mille qualità, ma non preferisce cucinare e quindi mi ha lasciato campo libero tra i fornelli. Da qui poi la passione è diventata curiosità ed ho frequentato qualche corso di cucina che ha affinato la tecnica e mi ha permesso di entrare tra i migliori 20 cuochi amatoriali d’Italia a Masterchef. 

Cosa ti ha spinto a partecipare a Masterchef e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Gli amici mi dicevano sempre che per loro avevo le carte in regola per partecipare al programma, ma in realtà è stata mia moglie a convincermi ad iscrivermi. L’ho fatto sicuramente per mettermi alla prova e vedere se ero in grado di entrare nella Masterclass. Masterchef mi ha lasciato tanto. In primo luogo le emozioni che si vivono in ogni singola prova. Un mix di ansia, tensione, nervosismo e, quando si vince, Gioia. Alla lunga Masterchef per chi, come me, riesce ad entrare, lascia molta più consapevolezza nei propri mezzi in cucina. Oggi infatti porto in giro per l’Italia i miei menu degustazione con il brand “l’avvocato del tavolo

Fabio Scotto Di Vetta

Arriviamo al tasto dolente (premetto che ho tifato per te): la sfida finale, la resa dei conti con Maria Teresa. Raccontacela..

Grazie per la stima. Purtroppo la modalità del pressure test che mi ha visto arrivare allo scontro finale con Maria Teresa non mi è tanto piaciuta. Le sfide uno contro uno sono sempre una fregatura. Tutti ricordano la mia eliminazione, ma in pochi hanno notato che prima della sfida finale, sono saliti in balconata concorrenti con frittate e polpette deformi e crude. In pratica hanno superato la prova con un NON PIATTO! Io, invece, ho finito tutti e 3 i miei piatti, ma alla fine a casa sono andato io.  Ma tant’è…Circa la sfida finale, posso dire che quasi tutta l’Italia nn vedeva l’ora di vederci l’uno contro l’altra dato che eravamo tra i migliori fino a quel momento. So che la maggior parte del tifo era per me, ma, come ormai siamo abituati a vedere in questo programma, il personaggio “senza scrupoli” la spunta sempre. Sta di fatto che il pesto in padella è paragonabile alla panna nella carbonara….un errore da principianti, eppure…

 Quale è stato il momento più bello vissuto a Masterchef?

Ricordo con grande gioia due momenti: Innanzitutto i tre si dei giudici al live cooking. Ero così emozionato e felice che cercai immediatamente lo sguardo di mia moglie, sicuro di averla resa orgogliosa di me. Ho provato una gioia che faccio fatica a descrivere. In secondo luogo ricordo l’esterna a Vico Equense. Vincere quella prova in esterna nella mia terra, tra la mia gente e con i miei sapori è stato davvero emozionante. Ricordo che dissi alla brigata: “ragazzi tranquilli, conosco i gusti di queste persone, fidatevi di me!” Così è stato e la vittoria è stata una doppia soddisfazione

Tu sei di Napoli…quanta Napoli hai portato con te?

Chi mi conosce sa che la tradizione e la contaminazione napoletana è il punto di partenza di ogni mio piatto. Le radici sono alla base di tutto ed in cucina vale la stessa regola. Oggi, anche nelle mie serate (che per ora causa covid, sono sospese) cerco il giusto connubio tra tradizione, innovazione e anche un po’ di rivoluzione. Per fare un esempio di recente ho creato un dolce che ho chiamato “crema catalopartenopea”. Una crema catalana classica arricchita con caramello salato, granella di amaretto di saronnno ed il sapore e profumo del tipico caffè espresso napoletano. Una delizia.

 Per concludere…un consiglio agli appassionati di cucina?

Il consiglio che sento di dare a chi ama la cucina è di non smettere mai di essere curiosi. In tanti oggi si concentrano soprattutto sull’estetica, ma, per me, il piatto “buono” vince sempre. Solo con la curiosità si riesce a scoprire nuovi sapori. Non bisogna mai accontentarsi è mai sentirsi appagati. La cucina offre una serie infinita di combinazioni per creare piatti innovativi e gustosi! MAI SMETTERE DI ESSERE CURIOSI IN CUCINA….È LA CHIAVE PER NON ANNOIARSI MAI!

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